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Il Potere. I Classici - XVII edizione

10, 17, 24, 31 maggio. L’ingresso è a inviti. Gli inviti potranno essere ritirati, fino ad esaurimento, il martedì precedente ciascuna serata, dalle ore 17 alle ore 18.30, in via Zamboni 32, piano terra.

dal 10/05/2018 alle 21:00 al 31/05/2018 alle 21:10

Dove Aula Magna di Santa Lucia, via Castiglione 36, Bologna

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Immagine originale. Serena Nono, Schizzo da una scultura di Giambologna, Sansone e il filisteo

Due i termini con cui i Greci preferibilmente indicavano il potere: il positivo arché, che rinvia al significato originario di “principio, fondamento”, indica spesso la “carica” legittimamente esercitata e dà luogo a parole composte come monarchia e oligarchia, “potere o governo di uno o di pochi”; e il negativo kratos, “dominio”, che richiama l’originario “forza”, indica non solo e non tanto il “potere di qualcuno” quanto il “potere su qualcuno”, e pertanto inclina al significato di “sopraffazione, stra-potere”: per questo “democrazia”, vale a dire “superiorità (kratos) del popolo (demos)”, sarà sentito come negativo e volentieri sostituito da isonomia, “uguaglianza di diritti e di doveri”.
Il latino, in corrispondenza a una vita istituzionale più articolata, conosce un lessico più ricco e variegato: auctoritas, “autorità, credito di cui una persona gode”; potestas, “sovranità e padronanza legalmente conferita su qualcuno”; potentia, “potere politico”, ad esempio singularis, “potere monarchico”, o paucorum, “oligarchico”; dominatio e dominatus, “potere assoluto di uno solo, potere tirannico”; imperium, “potere sovrano civile e militare” che consente qualsiasi decisione di utilità pubblica anche al di fuori delle leggi; da un determinato periodo Imperium indicherà l’estensione geografica e la forma politica dell’Impero Romano.
Per secoli ci si è chiesti se il potere ha la sua genesi nelle mani di uno, di pochi o di molti; nella legge (nomos) o nella natura (physis); nella forza o nel diritto; nella ragione umana o divina; nella politica o nell’economia.
Noi oggi non possiamo che aggiornare quelle domande: il potere sta negli arsenali di armi? nel mercato? a Wall Street? nella finanza? in Internet?
Sappiamo solo che non sta in un solo luogo e non ha un solo volto: come il populus, dal quale Orazio rifuggiva, il potere è un mostro dalle molte teste (belua multorum capitum).
Ogni epoca ha il suo Leviatano e qualche epoca ne ha forse più di uno.
Lo si cerca, il potere, con tutti i mezzi e a qualunque costo; e poi quando lo si trova, lo si perde all’improvviso oppure è lui a perderti, come confessava un famoso rivoluzionario zapatista, il subcomandante Marcos: «Noi non vogliamo conquistare il potere perché sappiamo che, se lo prendessimo, saremmo presi da lui».
Ivano Dionigi

 

giovedì 10 maggio 2018, ore 21.00
SAPERE O POTERE
Massimo Cacciari
Letture da: Platone, Machiavelli e Shakespeare
Interpretazione di: Daria Deflorian, Monica Demuru e Monica Piseddu

giovedì 17 maggio 2018, ore 21.00
POTERE E CONGIURA
Luciano Canfora
Letture da: Cicerone e Sallustio
Interpretazione di: Arianna Scommegna e Fausto Russo Alesi
Musiche dal vivo di: Giuseppe Fausto Modugno

giovedì 24 maggio 2018, ore 21.00
LA PROVA DEL POTERE
Adriana Cavarero
Letture da: Sofocle, Antigone
Interpretazione di: Elena Bucci e Marco Sgrosso
Musiche dal vivo di: Dimitri Sillato

giovedì 31 maggio 2018, ore 21.00
SERVIRE IL POTERE
Ivano Dionigi
Dialogo fra Lucrezio e Seneca
Interpretazione di: Enzo Vetrano e Stefano Randisi

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A partire dalle ore 21 di ogni giovedì